L’alimentazione è uno dei principali fattori di alterazione della struttura e dell’efficacia del microbiota intestinale, che reagisce sia a modifiche nell’alimentazione, che all’assunzione di probiotici, prebiotici e simbiotici. Ma cosa si intende con microbiota?
Il microbiota umano è l’insieme di microrganismi (batteri, funghi, protozoi, virus) con cui ogni individuo convive pacificamente, e che contribuisce a determinarne lo stato di salute.
I microrganismi favorevoli, che agiscono da scudo nei confronti di diverse patologie (come sindrome metabolica, sovrappeso, obesità, allergie, tumori) vengono prodotti principalmente grazie a una buona alimentazione e a uno stile di vita sano.
Alcuni fattori, però, come la scarsa varietà dell’alimentazione, l’aumento del consumo di zuccheri e di grassi saturi, la scarsa assunzione di alimenti vegetali, il consumo di alcool, lo stress e la riduzione dell’attività fisica possono provocare una variazione del profilo del microbiota e una conseguente riduzione della produzione di microrganismi protettivi nei confronti delle patologie sopracitate.
L’alimentazione, infatti, è uno dei principali fattori di alterazione della struttura e dell’efficacia del microbiota intestinale, che reagisce sia a modifiche nell’alimentazione, che all’assunzione di probiotici, prebiotici e simbiotici, preposti a combattere i disturbi derivanti da un’alterazione del microbiota.
Queste tre componenti sono strettamente interconnesse, e lavorano nel nostro organismo, per garantirgli la massima efficienza.
I probiotici sono batteri vivi che, assunti sotto forma di cibi fermentati o integratori alimentari, aiutano a mantenere in equilibrio il nostro intestino e le sue proprietà metaboliche. I prebiotici, invece, sono sostanze che aumentano la crescita e l’attività dei batteri, i più comuni sono le fibre non digeribili presenti nella frutta e della verdura. I simbiotici, infine, sono prodotti che combinano le proprietà di probiotici e prebiotici.
Per questo, una volta di più, è fondamentale curare l’alimentazione e, nel caso si riscontrino squilibri, procedere con un’analisi del profilo genetico del microbiota tramite il quale è possibile identificare eventuali squilibri per correggerli attraverso strategie basate su un corretto stile di vita e, se necessario, sulla preparazione di una dieta personalizzata.